Il giallo e l’arancione non vanno affatto bene – Diario di bordo

Il giallo e l’arancione non vanno affatto bene – Diario di bordo

Aquarius Lunedì 19.09.2016

“Il giallo e l’arancione non vanno affatto bene”

La nostra sosta nei porti italiani è stata breve. A Brindisi abbiamo fatto sbarcare 392 bambini, uomini e donne che abbiamo salvato, trasferito e accolto da una nave militare tre giorni prima a bordo dell’Aquarius. Le autorità a Brindisi hanno lavorato velocemente all’arrivo dei salvataggi, lo sbarco e la registrazione di tutti ha preso solo 3 ore. UNHCR, IOM e Save the Children hanno fornito assistenza a terra così come la Croce Rossa Italiana.

Sep 19th 2016. Rough sea seen from a porthole of the Aquarius.

Dopo altre 30 ore di navigazione siamo arrivati a Catania e anche lì abbiamo fatto soltanto le cose indispensabili: riparare i servizi igienici sul ponte per le persone che recuperiamo in mare, predisporre l’attrezzatura ed altri servizi essenziali. Dopo una notte siamo tornati sul mare, in direzione Sud verso l’area di salvataggio di fronte alla costa libica.

Ma tutte le previsioni Meteo non preannunciano circostanze favorevoli per coloro che decidono di fuggire maltrattamenti, torture, stupri e condizioni inumane nei loro Paesi o dove sono finiti. La Libia.

Il vento è diventato più fresco durante la nostra navigazione di quasi 300 miglia a Sud sul Mar Mediterraneo. L’Aquarius è una vecchia signora di quasi 40 anni e queste onde per lei non sono quasi nulla. Procede per la sua strada a tutto vapore e a bordo il movimento è accettabile. Non per tutti a bordo. Il mal di mare può sopraffare tutti, anche il marinaio esperto. Qualcuno soffre un po’. Qualcuno semplicemente resta a letto. Qualcuno è costretto a correre all’aria aperta sul ponte ad intervalli regolari.

La squadra di ricerca e salvataggio di SOSMEDITERRANEE si riunisce ogni mattina alle 9, dopo che i primi membri del team hanno già svolto il loro turno di guardia dalle 5 del mattino. “Non sembra molto probabile un salvataggio nei prossimi giorni”, dice il coordinatore Yohann. “Ho controllato le previsioni del tempo questa mattina alle 8 e scaricato queste immagini“ continua, e proietta una schermata prevalentemente verde sulla TV satellitare nella sua cabina. Guardiamo questa immagine tutti insieme.

“Il verde significa onde alte fino ad 1 o 1.5 metri” dice Yohann. Molti di noi lo sanno già.
E tutti sappiamo anche che l’arancione e il rosso sulle immagini successive non promettono bel tempo. “Questo giallo ed arancione non vanno affatto bene. Anche il vento aumenterà e soffia da Nord. Cioè soffia vicino alla riva. Non c’è quasi nessuna possibilità per loro di lasciare le spiagge con i gommoni” conclude Yohann.

“Abbiamo una variazione molto breve domani mattina, domenica”, dice. Tutti oggi andiamo a letto presto per essere pronti per l’indomani mattina. Alle 6 alcuni colleghi sono sul ponte, con i binocoli alla ricerca di gommoni con persone in pericolo. Niente. Il tempo è ancora troppo brutto, il vento troppo forte, il mare e le onde troppo tempestosi. Nessuna possibilità per chi è in Libia di mettere in acqua piccole imbarcazioni. Tutti sappiamo che per donne, bambini e uomini questo significa restare nascosti da qualche parte sulla costa, forse essere picchiati ancora.

Nel corso della stessa giornata il vento diminuisce. Il team prepara i giubbotti di salvataggio, fa gli ultimi preparativi nei servizi igienici e nelle docce. Le nostre imbarcazioni di salvataggio sono pulite e pronte. La squadra si riunisce e discute del nuovo materiale necessario per l’autunno e l’inverno. Abbiamo bisogno di mute, giubbotti, pantaloni da navigazione, stivali e così via. Tutti contribuiscono con le loro idee e possiamo preparare una lunga lista di materiale necessario per continuare il nostro lavoro di salvataggio nelle prossime settimane e mesi.

Poi, nel tardo pomeriggio lo stesso schema di prima. Il vento è un po’ in aumento, le previsioni dicono che lunedì mattina vento ed onde potrebbero essere meno forti. Siamo pronti, andiamo a letto presto e ci alziamo presto il lunedì mattina. Ma le previsioni erano sbagliate. Non c’è una variazione con condizioni climatiche migliori. Il vento è aumentato ancora e la costa è battuta dalle onde. Ancora nessuna possibilità di fuga e di lasciare le spiagge. Continuiamo la nostra ricerca a turno, alternando i membri del nostro team ogni due ore, cercando di individuare gommoni che forse hanno tentato la traversata mortale del Mediterraneo.
Questo lunedì mattina alle 9 sediamo di nuovo tutti insieme; l’immagine verde delle previsioni meteo che abbiamo scaricato diventa ancora più gialla e arancione e il vento soffia ancora da Nord. Ci aspettiamo tempesta con onde alte fino a 4 metri. Anche per il nostro viaggio di ritorno, qualora decidessimo così. Tempo brutto. Nessun salvataggio possibile anche nei prossimi giorni. Dobbiamo prendere una decisione.

L’Aquarius tornerà indietro al porto di Catania. Questa è la decisione. Un’altra nave di salvataggio nella zona prenderà in carico l’area in cui siamo stati. Cerchiamo di fare una rotazione con le ONG partner nella regione per garantire la copertura di tutte le aree importanti. E’ per questo che siamo qui: istituire un sistema di salvataggio, essere presenti nel caso accada qualcosa, salvare esseri umani in pericolo su ogni tipo di imbarcazione.
L’equipaggio è un po’ deluso, perché tutti vogliono restare ed essere in mare per compiere operazioni di salvataggio. Ma dobbiamo fare dei lavori sull’Aquarius e le condizioni climatiche ci danno un buon motivo per impiegare questo tempo per questi miglioramenti. L’autunno porterà più vento ed onde più alte, lo sappiamo. Il ponte dove i nostri uomini salvati in mare devono stare durante la navigazione di ritorno verso un porto sicuro deve essere un po’ più protetto. In 30 ore saremo di ritorno a Catania, questa volta senza alcun salvataggio, sperabilmente nessuno era in pericolo.

Testo: René Schulthoff

Traduzione: Barbara Amodeo

Photo Credits: Marco Panzetti/SOS MEDITERRANEE

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